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LESIONE DELLA CUFFIA DEI ROTATORI

La lesione dei tendini della cuffia dei rotatori della spalla può avvenire sia per cause traumatiche, sia a causa di un processo infiammatorio e degenerativo con esito in lesione. La sintomatologia è sia di tipo doloroso, ma soprattutto di tipo funzionale, infatti la lesione di uno o più di questi tendini comporta l'incapacità all'esecuzione di alcuni movimenti della spalla. Tale patologia è dunque gravemente invalidante, a qualsiasi età. Il trattamento di questa patologia può essere eseguito sia con tecniche chirurgiche tradizionali che in artroscopia (cioè con l'ausilio delle fibre ottiche). L'intervento consiste nel suturare o reinserire i tendini sulla testa dell'omero. In artroscopia abbiamo il vantaggio di una minor invasività, poichè l'intero intervento avviene attraverso piccolissime incisioni di circa 4-5 mm. Durante l'intervento puù essere anche rimodellato l'acromion con apposite frese con diminuzione del conflitto che può essere la causa iniziale della patologia. Il paziente deve poi essere immobilizzato per circa 4 settimane con un apposito tutore, evitando così movimenti di trazione sui tendini suturati. Il ritorno alla normale attività quotidiana può avvenire in circa 45-60 giorni. Il ritorno all'attività sportiva può avvenire in genere a 90-120 giorni dall'intervento.

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INSTABILITÀ DELLA SPALLA

L'instabilità della spalla può essere di tipo post-traumatico (cioè dopo una lussazione accidentale) oppure di natura idiopatica (cioè dovuto ad una eccesiva elasticità delle strutture articolari). La sintomatologia è sia di tipo doloroso, ma soprattutto di tipo funzionale, infatti l'instabilità comporta il verificarsi di nuovi episodi di lussazione o sublussazione che sono molto dolorosi ed invalidanti per il paziente. Il trattamento della maggior parte di questi casi può essere eseguito in artroscopia (cioè con l'ausilio delle fibre ottiche). L'intervento consiste nel suturare o reinserire il labbro glenoideo, i legamenti articolari oppure nel ritendere la capsula articolare, grazie all'impiego di ancorette delle dimensioni di circa 3 mm. In artroscopia abbiamo il vantaggio di una minor invasività, poichè l'intero intervento avviene attraverso mini-incisioni di circa 4-5 mm. Si evitano traumi alla muscolatura rispetto agli interventi a cielo aperto. Durante l'intervento viene anche controllato lo stato di tutta l'articolazione, cioè anche dei tendini della cuffia dei rotatori, che sono talvolta lesionati nei soggetti con storia di più lussazioni e di età superiore ai 45 anni. Il paziente deve poi essere immobilizzato per circa 4 settimane con un apposito tutore, evitando così movimenti di trazione sui tessuti suturati. Il ritorno alla normale attività quotidiana può avvenire in circa 45 giorni. Il ritorno all'attività sportiva può avvenire in genere a 90-120 giorni dall'intervento. I risultati degli interventi in artroscopia sono assai migliorati negli ultimi anni, il successo di questo intervento si verifica in più del 95% dei casi.

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PATOLOGIA ARTROSICA

L'artrosi di spalla, ovvero l'artrosi scapolo-omerale, è una patologia che colpisce per lo più la popolazione over 65 anni. La patologia è dovuta al consumo precoce dei capi articolari, che non permettono una normale funzione dell'arto superiore con notevole dolore. La spalla perde progressivamente la mobilità sino a non permettere al braccio di spostarsi dal corpo.
Il trattamento di questa patologia è chirurgica. In particolare ci si avvale di moderni impianti protesici che permettono la parziale o totale sostituzione dell'articolazione. Tali impianti sono metallici, in leghe di titanio e vengono fissati all'osso con cemento acrilico o tecnica press fit. Le protesi si dividono in protesi di superficie, cioè quelle dove si sostituisce solo la superficie della testa omerale; endoprotesi, ove si sostituisce tutta la parte prossimale dell'omero; e protesi totali, ove si sostituisce l'omero e la superficie glenoidea. La scelta dell'impianto dipende dalla gravità dell'artrosi e dallo stato dei tessuti molli quali la cuffia dei rotatori. Le protesi di spalla permettono il recupero della funzionalità della spalla, in termini di movimento, in circa 30 giorni. L'attività lavorativa può riprendere in 60-90 giorni.

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FRATTURE DI SPALLA

Le fratture dell'omero prossimale rappresentano il 4%, 5% di tutte le fratture. L'incidenza aumenta con l'età, infatti il 71% delle fratture dell'omero prossimale interessano pazienti sopra i 60 anni. Osteoporosi, alcoolismo e resezioni gastro-instestinali sono le cause più comuni che determinano una riduzione della densità ossea favorendo la comparsa di fratture anche per traumi a bassa energia.
La diagnosi di una frattura dell'omero prossimale, già ipotizzabile in base ai rilievi anamnestici e clinici, deve essere confermata da un attento esame radiografico. E' necessario sottolineare l'importanza di eseguire radiogrammi in proiezioni diverse, tenendo in considerazione che la spalla offre la possibilità di essere esaminata su tre piani ortogonali: antero-posteriore, ascellare e laterale.
In alcuni casi, lo studio viene completato da una TC della spalla che consente una buona definizione dei rapporti tra i diversi frammenti omerali e uno studio dettagliato di eventuali fratture scapolari associate
La maggior parte delle fratture dell'omero prossimale sono composte o presentano una minima scomposizione e possono essere trattate conservativamente con un breve periodo di immobilizzazione e successiva fisioterapia dedicata, circa il 15 % delle fratture necessitano un trattamento chirurgico che può variare da tecniche di osteosintesi o impianto di una protesi di spalla in relazione alla complessità della frattura